BLOGIORNALISTA

Le parole che valgono

Come può uno scoglio arginare il mare….

 

 L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, ma è più credibile oggi dire “sulla ricerca di un’occupazione”. Il primo articolo della Costituzione italiana andrebbe “formattato”, contestualizzato alle non- scelte di un governo che sottovaluta le piaghe delle politiche giovanili e del lavoro. Mi viene in mente lo spot televisivo, che raccomandava l’ ottimismo -profumo della vita – ma il senso critico mi spinge a dire che inebriarsi di positività, oscurando i punti deboli e le minacce, equivale a rinchiudersi dentro al mondo dei sogni e delle illusioni. Limitarsi alla dimensione onirica dei progetti, in attesa che un giorno si concretizzino è come vivere in apnea, sperando un giorno di risalire in superficie e riallacciare i rapporti col mondo. Chi di speranza vive, disperato muore”: gridiamolo a studenti e lavoratori sognatori, a quanti si abbandonano all’attesa, alla non azione, mentre gli anni ed il silenzio inghiottono i loro corpi e le loro menti.  Imbevo queste riflessioni di pessimismo, senza con ciò, voler trasmettere rassegnazione e accettazione passiva di un sistema “bloccato” e marcio. Il male è la precarietà e sorprende per la sua capacità di frantumare certezze, oltre alla dignità professionale ed umana. Il male è per chi non gode di raccomandazioni e preferisce costruire un cammino d’umiltà, lontano da un vuoto egocentrismo e da ammalianti sirene che richiamano l’udito onesto.  Gli umili navigano guidati da una bussola di valori incomprensibili ai potenti, mentre le correnti li spingono in direzione dei frangiflutti che in quel mare di potere si sono radicati. E’ la solidità – premio per quanti alla politica hanno dedicato tempo, denaro e “voti” e poco importa se lo scrigno dei valori autentici sia precipitato in fondo agli abissi. In Italia, il lavoro scarseggia ed i posti, ancora disponibili, sono riservati per chi sposa le logiche clientelari. Quanti premesse ingiuste e quanti fiumi di promesse scorrono giornalmente sotto i nostri occhi! Eppure la domanda “Cosa vuoi fare da grande” rimane tra le più ricorrenti. “Il cosa fare” e “il quando si diventa grandi” sono le falle di questo interrogativo, specie se il paese di riferimento è l’ Italia. Se è logico pensare che forti aspirazioni e passioni di un giovane sfoceranno in una determinata professione, è altrettanto nota la penuria di offerte e l’incapacità di collocare il nostro saper fare. A questo punto bisognerebbe accettare la stipula di  compromessi con se stessi e con il mondo? No, personalmente lo trovo anti umano. Il secondo problema è tutto dentro al concetto di “adulto”. In Italia il tetto familiare non si abbandona fino ai 30-35 anni d’età, poiché l’autonomia economica (quando arriva, arriva molto tardi) è alla base della fuoriuscita di casa del “bamboccione”. E fin quando il governo italiano non offrirà un aumento occupazionale, la soglia adultomorfica sarà destinata ad allungarsi. Mi avvio alla conclusione di questo ragionamento, proiettandomi verso gli orizzonti europei, puntellati da un pubblico giovane e pronto ad affrontare le sfide della globalizzazione, linguistica, economica, sociale e soprattutto culturale. Promette bene quel continente di nome “Europa”, un tempo lontano oggi assai vicino, foriero di opportunità per menti ambiziose e stanche di un appiattimento professionale ed una voragine di precarietà.

14 novembre 2010 - Pubblicato da | Senza categoria

2 commenti »

  1. Condivido in pieno! E’ un bell’articolo anche se molto triste..

    Commento di Giacomo | 14 novembre 2010 | Replica

  2. Ergo andiamocene tutti all’estero?
    Sì, a malincuore credo che giocoforza, se non si verificherà una improvvisa quanto brusca inversione di marcia,
    le ultime generazioni, e non solo quelle,
    finiranno per trasferirsi fuori, là dove esiste la civiltà ed un etica professionale nel lavoro.

    Commento di un vecchio ammiratore | 28 novembre 2010 | Replica


Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.