Dove c’è “Pilu”… c’è cas(b)a
Se avessimo la capacità di cogliere i significati “dolorosi”, quell più profondi, celati al fronzolo o “pilu” propinato dal mass media e dal programma tv, sarebbe tutto più serio e severo . Ma l’uomo, per sua natura, tende a sdrammatizzare, porre il cervello in modalità off, circondarsi di situazioni, film, persone o personaggi leggeri, giocosi. Uno di questi è il sig. Cetto Laqualunque (l’attore Antonio Albanese): con il suo slogan anti deforestazione (“Più pilu pi tutti”) proietta gli spettatori dentro a un copione che fa ridere e (volere è potere) anche riflettere, pensando che l’ispirazione del regista è ampiamente tratta dalla società di cui io, voi (che state leggendo) e lui facciamo parte. In altre parole la politica è stata fortemente sessualizzata e scommetto che le follie, cinematograficamente proposte , non siano così distanti da inghippi e intrallazzi, consumati occultamente, da chi ci governa. Nella realtà come nel piccolo e grande schermo, serpeggia malizia godereccia, mentre il sesso come un mantello sconfinato avvolge pilastri culturali, intellettuali e soprattutto della politica. Quest’ultima tra puttanata e scontri a caccia di notorietà, ha fallito e Laqualunque ci racconta una verità (forse estrema) che brucia e piace (poiché reale) allo stesso tempo. I suoi ragionamenti sono simili a quelli prodotti dalla mente di questa società, gli appelli identici (se non nelle parole, nei fatti) a quelli pubblicizzati da ombre politiche. Loro non combattono per gli eroi (il popolo costretto a sopportare, inghiottire) ma per le loro eroine (omettiamo l’organo del baratto), e non fanno una “beata m….” (espressione salottiera tratta dall’ultimo film di Albanese) per guarire anime spezzate e sparpagliate. Il sig. Laqualunque, ha un sogno che si nutre di donne carnose e carnivore. Che peccato… osservare una figura femminile osannata per la povertà etica ed intellettuale. Ma stavolta chiudo un occhio, è solo una pellicola, mentre la bocca si abbandona a sorrisi ampi, da sciocca consapevole. Il “pilu” (si sa) solletica le fantasie e scatena la risata, mentre il qualunquismo si impossessa di noi, di ogni centimentro del nostro corpo.
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La politica è corrotta, lo sappiamo bene, quindi è sporca… quando ci sono in gioco i soldi c’è sempre il marcio…. se un politico prendesse uno stipendio “normale” come un semplice impiegato statale “forse” ci sarebbero più politici onesti, dico “forse”….
Il film citato raffigura l’affarismo e il sistema di corruzione che attanaglia un paese già ricco di problemi.
La mia amata Agrigento non è da meno, basti vedere chi rappresenta la città in consiglio comunale… gente che non ha ne un programma ne un’ideologia politica. Oggi serve ad Agrigento che la generazione dei trentenni si facesse avanti con una proposta seria, mettendo a disposizione professionalità e idee libere da appartenenze.
AGRIGENTO SVEGLIATI!!! se non vogliamo finire nelle mani dell’ennesimo Cetto Laqualunque di turno!